Vendere Ebook, Partita IVA o Diritti d’Autore?

diritto di sfruttamento economico dell’opera
Un decennio passato nei più importanti studi di commercialisti nazionali ed internazionali, è autore del libro "Il Bitcoin Spiegato a Mia Madre". La sua grande passione per il digitale lo ha portato a specializzarsi in diritto tributario e societario dei Business Online.

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  1. Buongiorno Dott. Tortora.

    In realtà alcuni fiscalisti e avvocati sostengono che il servizio Amazon KDP (il pù famoso e diffuso) non faccia sfruttamento economico dell’opera, ma bensì funga solo da Distributore (articoli 5.5 e 6 del contratto).

    Ciò significa che quelle che Amazon chiama Royalties, in realtà non lo siano in termini fiscali, e che quindi non si tratti in alcun modo di un Reddito da Diritto d’Autore, ma di Reddito da Vendita.

    Qualche suo collega ritiene quindi che anche un comune mortale che vuole pubblicare un romanzo per passatempo sia allora costretto ad aprire partita iva e iscriversi alla camera di commercio, in quanto svolge attività commerciale a tutti gli effetti.

    Altri ritengono tale circostanza (ovvero la pubblicazione diciamo “hobbystica”, di chi scrive per passione e pubblica per orgoglio) comunque non inquadrabile come attività commerciale, in quanto non è in essere un’organizzazione di impresa.

    Sarebbe interessante sapere la sua posizione in merito, Dott. Tortora.
    Anche perchè, in caso si trattasse davvero di Distribuzione e non di Sfruttamento Economico dell’opera, e supponendo che fosse lecito pubblicare a livello amatoriale, come si dichiarerebbero gli introiti di KDP (che non sarebbero reddito da diritto d’autore)?
    E quali sarebbero poi i confini tangibili tra “pubblicazione per passione” e attività commerciale vera e propria?

    Cordiali saluti.

    1. Gentile SB,
      è vero, diversi colleghi sostengono quanto da Lei riportato.

      Personalmente, come evincibile dall’articolo, sono saldo all’idea che Amazon riconosca Royalties e che il reddito prodotto derivi da Diritto d’Autore.

      Il Diritto d’Autore, infatti, è composto dal Diritto Morale (inalienabile, ovvero strettamente personale non cedibile) e dal Diritto Patrimoniale (cedibile a terzi). Quest’ultimo corrisponde al diritto di sfruttamento economico dell’opera e può manifestarsi in modi differenti (ad esempio la riproduzione o la distribuzione dell’opera stessa).

      Proprio nel contratto di Amazon che Lei cita, all’art. 5.5, si legge come i diritti che l’autore cede alla piattaforma (in cambio di Royalties) siano proprio quelli di cui al Diritto Patrimoniale (inequivocabilmente correlati al Diritto d’Autore), per citarne alcuni “commerciare, trasmettere, distribuire, vendere…”.
      Ciò che si legge al seguente art. 6 è riconducibile, invece, al Diritto Morale, ovvero al diritto personale non cedibile a terzi, che chiaramente Amazon conferma essere solo dell’autore.

      Per concludere, con chiare parole, personalmente non ho dubbi nell’inquadrare i proventi derivanti da Amazon KDP come Diritto d’Autore, in quanto vi è una chiara cessione dei diritti di sfruttamento economico dell’opera.

      Cordiali saluti
      RT

      1. Buonasera Dottore,

        grazie per la sua risposta, estremamente chiara. So che molti suoi colleghi sono del suo stesso parere, ma non avevo mai ricevuto in tal senso una spiegazione logica che supportasse la tesi. Per cui mi ero sempre ritrovato piuttosto confuso in merito.
        Infatti, da quel poco che ne capisco io, mi sembra che Amazon KDP faccia molto di più di un comune “Distributore”, almeno se si legge in dettaglio proprio quanto contenuto nell’articolo 5.5.

        Grazie ancora per la gentilezza.

        Cordiali Saluti.

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